Stabilità farina e limite di impastamento

Domanda

Buongiorno Dott.ssa Lauri, e complimenti per il sito ed il servizio. Mi chiedo quale sia in termini pratici il rapporto tra la stabilità della farina ed il reale limite di impastamento in macchina (spirale)... mi spiego meglio. Osservando alcune schede tecniche di varie farine ho notato che viene riportato il tempo di stabilità, riscontrando a seconda della farina casi che vanno dai 10 minuti fino ad un limite inferiore di 2 minuti!! Impastare per soli 2 minuti (ma anche per 8 minuti) sappiamo che non è possibile per arrivare ad una corretta formazione del glutine ed il corretto punto pasta... infatti parlando di pizza impastata a spirale solitamente la lavorazione tra prima e seconda velocità dura circa 15 minuti. Dunque chiedo... come devo considerare in termini pratici i minuti di stabilità della farina riportata? E poi la stabilità è strettamente collegata alla temperatura dell'impasto? e alla forza/velocità di impastamento? Il mio problema è che quando lavoro con la spirale devo ancora ben comprendere quando è il giusto momento di fermarsi, dunque a volte mi pare di andare oltre e ritrovarmi alla fine l'impasto che cede umidità anche se magari l'impastamento è durato i canonici 15 minuti o meno ed è stato chiuso sotto i 25 °C... può essere legato alla stabilità della farina? A me hanno insegnato di fermare l'impasto quando estendendolo con le dita crea il cosidetto velo, è corretto o ci sono altri fattori? (oltre la corretta temperatura finale). So di aver scritto un messaggio abbastanza confusionario, e chiedo venia... sperando si sia capito il senso, ancora ringrazio e cordialmente saluto.

Risposta

Buongiorno a lei. Personalmente penso ci sia un errore di fondo abbastanza importante o meglio un punto che vorrei chiarire. I minuti di Stabilità di una farina non rappresentano i minuti di impastamento, ma sono un indice strumentale di una proprietà reologica importante. Avendo a disposizione un farinogramma, la  Stabilità (espressa in minuti) rappresenta l'intervallo di tempo durante il quale l'impasto rimane alla massima consistenza. Si legge sull'asse delle ascisse ed è calcolata come differenza, in termini di tempo, tra il primo punto in cui il grafico tocca la linea delle 500 UB e il punto in cui lo stesso grafico tocca in discesa la stessa linea. Maggiore è questo valore, in minuti, migliore sarà la qualità reologica della farina, perchè un valore elevato di stabilità indica che può sopportare sia lunghe fermentazioni sia prolungate sollecitazioni meccaniche dovute all'impastamento. I minuti di Stabilità NON rappresentano i minuti di impastamento, ma solo un intervallo di tempo strumentale ben preciso e soggetto appunto a molte variabili tra le quali proprio la temperatura. L'Analisi è condotta su un impasto di farina e acqua posto all'interno di piccola impastatrice dello strumento.  Insieme alla caduta o grado di rammollinento, allo sviluppo della pasta e all'assorbimento di acqua indicano l'attitudine (ottima, buona,discreta, mediocre, scadente) di una farina alla panificazione. In linea di massima la stabilità deve essere maggiore di 8 minuti. Per valutare invece i minuti reali di impastamento del suo impasto, purtroppo per email non la posso aiutare molto. Le posso solo dire che si può regolare praticamente prendendo in considerazione il raggiungimento di alcune caratteristiche fisiche della massa in base ad alcuni parametri sensoriali: assenza di rugosità e appiccicosità superficiali, presenza di una superficie liscia ed omogenea e "rumore" dell'impasto nella vasca molto indicativo. Spero di esserle stata di aiuto. Un saluto cordiale