Editoriale n. 2 febbraio 2017
Editoriale n. 2 febbraio 2017
L’importanza di essere onesto o l’importanza di chiamarsi Ernesto? Questo è l’equivoco sul quale si basa Oscar Wilde in una sua commedia scritta nel 1895. Tutta l’opera è basata su un gioco di parole tra “earnest”, che significa non solo onesto, ma serio, zelante, fedele, e il nome Ernest (che si pronuncia esattamente come earnest), sul quale si basano tutte le ipocrisie, le menzogne e le falsità. Lo scopo di Wilde era ovviamente quello di fare una satira contro la falsa morale dell’epoca e mos
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